Personale, 15 Agosto 2004
Il gioco della memoria
Passando da Lia si arriva a Livefast, si risale fino a rage e finalmente a Joe Brinard. Un travaso di link che somiglia molto a un recupero di memoria. E' straordinario, almeno per me, che accada in questi giorni in cui, complice Umberto Eco, complici alcune riflessioni sull'etą, complice il mio vivere quotidianamente a contatto, a tratti quasi all'interno di comunitą di extracomunitari, mi capita spesso di pensare al recupero della memoria. Cosa mi ricordo io? E cosa vi ricordate voi? Leggete e scrivete anche voi, se vi va. Mi ricordo mio nonno che mi accompagnava all'asilo. Me ne stavo seduto su un sellino attaccato al tubo della bicicletta e - d'inverno - totalmente coperto dalla lunga mantella che usava per ripararsi dal freddo. Lasciavo appena un forellino per osservare la strada, protetto da tutto e tutti. Mi ricordo quant'ero nerd, fino al liceo. Quanto si soffriva nel sentirsi diversi. Quanto mi hanno cambiato gli amici Fulvio e Alessandro, con i quali mi vedo ancora oggi, con i quali lavoro. Mi ricordo gli anni da studente pendolare. Mio nonno che mi portava la bicicletta per ritornare a casa dal treno, mia nonna che cucinava per me, che tornavo da Torino alle quattro del pomeriggio, quando andava bene. Mi ricordo il sapore delle patate fritte delle zie. Mi ricordo il mio primo amore delle elementari, Ramona. Ci misi solo quattro anni a dichiararmi, un vero tombeur (all'epoca, eh, poi le cose sono cambiate, beninteso!). E lei rispose con uno schiaffo! Mi ricordo la dolcezza di mia madre, con gli anni un po' trasformata in apprensione e poi in soddisfazioni. Almeno, questo č quel che spero. Mi ricordo le manifestazioni al liceo, gli slogan, le grida, l'attivismo, i sogni, gli ideali. Mi ricordo un sacco di cose, di cui vorrei sempre scrivere.Scritto da Alberto Puliafito il 15 Agosto 2004 alle 11:34
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