|
|
|
BlogNation
|

Grilli per la Testa, 17 Ottobre 2004

Allora sì scem'

tivvu.gif Il tema della serata (con amici blog muniti) di ieri è stato, grattando il fondo del barile: ma chi lo dice che la tivvù deve avere un ruolo educativo, sociologico e pedagogico? E io, che crescevo e mi formavo leggendo in gioventù Cattiva maestra televisione di Popper (avrò le visioni, ma mi pare di averlo catodicamente intravisto di recente in mano a Chiambretti), che amo i documentari, le docufiction, le trasmissioni di servizio, oggi mi chiedo: già, chi lo dice? Forse si attribuisce alla tivvù troppa importanza, in fondo è vero che i programmi sono un immenso contenitore per vendere spazi pubblicitari. E come tali devono raggiungere platee vaste. Tutto il resto è aria fritta con patate. Altro discorso i canali tematici, le programmazioni alte, la fiction, le serie, i film. Ma allora si paga per vedere, e tanti saluti. Eppure ciò non toglie che si possa amare la televisione come mezzo di comunicazione, come veicolo per raccontare storie. Riconoscendole però una funzione di intrattenimento peculiare, senza paragoni con altri media. E' recente - nemmeno tanto, eh? ma nella mente questi ragionamenti si confondono e chissà se si mescolano in un pensiero chiaro e coerente - un'intervista radiofonica che ho sentito. Parla un medico, che tutti i giorni ha a che fare con casi umani disperati. E sostiene: le poche volte che accendo la tivvù vorrei vedere cose che non mi facessero pensare. All'atto pratico, come dargli torto? Aggiornamento 20:20: non sono un visionario. Effettivamente Chiambretti regge una copia di Cattiva Maestra Televisione nel promo di Markette su La7. Scritto da Alberto Puliafito il 17 Ottobre 2004 alle 16:11
Commenti

giusto. per non avere un pensiero globalizzato bisogna pensare autonomamente. dunque: essendo la tv globalizzante è meglio che non veicoli pensiero. altrimenti tutti la penseremmo ugualmente. e questo non è bello. meglio invece divertirsi globalmente... e intrattenersi globalmente tra un nero pubblicitario e l'altro...

Posted by: creativamente on 17.10.04 17:09

@creativamente: ... e pensare, ad esempio, su un blog, dove - per quanto il mezzo sia utilizzato nel 90% dei casi per discussioni che hanno il valore di una chiacchiaerata al bar - il confronto, la possibilità di avere un feedback immediato con un "pubblico" che fruisce e costruisce la discussione, e soprattutto la velocità di interazione permettono scambi di opinioni, arricchimento, riflessioni...

Posted by: Alberto Puliafito on 17.10.04 17:33

alberto, OT a proposito del tuo commento su mn...

alena è già uscita... ;-)

http://www.repubblica.it/speciale/2004/calendari/index_modelle.html

Posted by: blu on 17.10.04 19:06

@blu: l'off topic a proposito della tetta è la giusta nemesi per questo spot, e forse la riprova che i neri pubblicitari e i messaggi sessualmente ammiccanti fanno ormai parte integrante della nostra esistenza :-)

Posted by: Alberto Puliafito on 17.10.04 20:30

notare che ho scritto "spot" e intendevo "post". Lapsus dattiloscritto decisamente interessante. Ma forse mi sto seguendo solo più io, eh? ;-)

Posted by: Alberto Puliafito on 17.10.04 20:37

Albè,
tutto condivisibile (del resto ne parlavamo a voce) ma... mi spieghi il titolo del post in dialetto a me familiare?

Posted by: Marcus Daly on 18.10.04 09:42

@Marcus Daly: è un titolo a tema, televisivo. Per pochi eletti, lo ammetto. Trattasi di un jingle abbondantemente utilizzato ieri a "Buona Domenica" ai danni di Lippi.

Posted by: Alberto Puliafito on 18.10.04 10:12

Sarà che, in colpevole ritardo dati i mie 29 anni, ho letto ieri il capitoletto conosciuto con il nome di "Il Grande Inquisitore" nei "Fratelli Karamàzov". Sono noioso fino allo sfinimento, lo so, ma non posso esimermi dal dichiarare demagogica qualsiasi assoluzione dei contenuti proposti dalla televisione - o perlomeno di quelli propri alla televisione italiana, a cui ignominiosamente contribuisco (in minima parte, è vero, e per necessità economiche, ma pur sempre colpevolmente). Ricordiamoci i fini che si proponevano le reti nazionali alla loro nascita, in special modo la BBC: educare, informare, intrattenere - se non sbaglio. Poi facciamo un po' di zapping tra Buona Domenica, Amici di MDF, Fede, Verissimo, Vespa, Colorado Caffè, Cucuzza, e in genere su ogni programma in onda dalle nove del mattino alle undici di notte. Si salva quasi niente, per i miei gusti. E magari sto anche tre ore davanti al video perchè ho bevuto e fumato troppo o perchè ho bevuto e fumato troppo poco. Non dico che quella roba non si faccia vedere. Solo che non riesci a tirarne fuori niente, neanche un buon consiglio su dove andare a mangiare una pizza o su cosa leggere o su come evitare il traffico. Niente. Dopo tre ore di televisione, l'unica cosa che mi viene in mente è andarmene a Fare In Culo. Là ci stanno i Karamàzov e tutto il resto che lascia il segno e qualche volta mi rende migliore di come sono o perlomeno mi lascia un segno indimenticabile.
E al medico che vuole staccare dalle tragedie umane, poverino, che dire? Niente. Se riesce a consolarsi con questa televisione, non ha bisogno delle mie parole.
Ora vado a Fare In Culo.
Buonanotte.

Posted by: Francesco Favale on 19.10.04 03:37

@Francesco: più tardi mi leggo il tuo commento accuratamente. Come sai, la questione mi interessa molto.

Posted by: Alberto Puliafito on 19.10.04 07:07

@Francesco: Un commento che mi ha colpito, e di cui credo di condividere il senso - anche quello di nausea. L'incontro con Dostoevskij - e in particolare con fratello Ivan - mi sembra abbia qualcosa di fatale e definitivo, almeno per me è andata così. Le domande che pone, le psicologie che presenta hanno a che fare con degli assoluti, sono radicali, e uno se le porta dentro per sempre, credente o no che sia. Dostoevskij è una medicina - forse troppo forte - per il nostro spirito, ma è in qualche modo incommensurabile rispetto alle scelte concrete di vita e al "mondo reale". Non credo insomma, permettimi di dirlo, che sia un metro consigliabile per misurare il nostro rapporto con il mondo, le sue creazioni e le sue creature.

Posted by: Dust on 20.10.04 14:04

IMHO il problema sta nel fatto che ogni medium debba essere ricondotto al ruolo che può, realisticamente, ricoprire. Certo, pensare che la tv non sia anche "informativa" è utopistico, ma personalmente credo che sarebbe molto più onesto dichiarare, a priori, quale sia il vero ruolo (commerciale) della televisione e giocare a carte scoperte.

Posted by: Alberto Puliafito on 20.10.04 17:47

Alberto, attualmente le tv italiane, salvo qualche raro guizzo (che diventa ancora più raro con il passar del tempo) hanno subito un appiattimento verso il basso che ha dello spaventoso. quello che tu apprezzi (documentari ecc...) è quello che apprezzo anch'io, ma mi dici dove li vai a cercare? Se non voglio pagare (o meglio, voglio pagare solo il canone) o spero nella famiglia Angela (se permetti è diventato riduttivo) oppure mi conviene spegnere. La BBC (auntie) è rimasta la Tv che converrebbe copiare (pur con tutti i limiti). Altrimenti Telemarket per tutti!

Posted by: Xabaras on 21.10.04 01:12

@Xabaras: Raitre ha una buona programmazione in tal senso (vedi ad esempio la serie "Il mestiere di vivere"). La7 anche. Italia1 fra poco riparte con "Invisibili". Secondo me, tutto sommato, le occasioni di questo tipo non mancano.

Posted by: Alberto Puliafito on 21.10.04 12:56
Lascia un tuo commento
(obbligatorio)
(obbligatorio)