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L'Indignato Settimanale, 22 Ottobre 2004

In questo mondo di Homer

d'oh Per chi non se ne fosse accorto, in questi tempi di letizia e felicità per l'umanità tutta, due fondamentali questioni sono state portate alla ribalta dalla stampa di questa settimana. Da un lato la religione. O forse la teologia. O entrambe. Insomma, da un lato abbiamo il papa - o chi per lui - che decide di dedicarsi, finalmente, a una questione annosa che tormentava i sonni dei fedeli di ogni confessione. Il limbo. Il limbo non può più essere così, deve cambiare. Bello, no? Allora domani possiamo anche cambiar l'inferno? No, perché io sono naïf, fra i beati e i dannati sceglierei i secondi, che etterni durano, e gradirei quindi che si potesse continuare a peccare in santa, santissima pace anche dopo aver definitivamente imparato a vivere. Dall'altro lato, la scienza che, signori, mica poteva esimersi dal cambiare anche lei un limbo. Quello materiale, o mentale, o entrambi. Quello dei ricordi. In fondo il nostro cervello funziona a stimoli elettrici, a quanti di informazione. Chi vieta allora di creare una pillola - io suggerirei però un dispositivo. Fa più Total Recall - che faccia dimenticare tutte le esperienze negative? Nessuno. Anzi, imbottiamoci per bene, che ci sono tutta una serie di cose che vorrei facilmente dimenticare. A meno di non voler seguire il faticoso percorso di Deridda, e amare alla follia tutti i giorni, quelli belli e quelli brutti, indistinti. Poi c'è il terzo lato. Lobotomia prefrontale, e non se ne parli più. Ma voi lo sapevate che i capelli e l'orecchio di Homer sono la M e la G di Matt Groening? Io no. Scritto da Alberto Puliafito il 22 Ottobre 2004 alle 13:53
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