Personale, 26 Ottobre 2004
Momenti topici
Esiste un momento particolare e pregnante sul lavoro. E questo momento si trasforma in una consuetudine in certi ambienti lavorativi, per esempio laddove si fa la tivvù. Ho detto consuetudine? Volevo dire droga. Questa droga, spesso letale, sicuramente generatrice di dipendenza, esaltazione dei feticisti dell'ultima parola, si chiama riunione.
Ci sono vari tipi di riunioni, ma quella che decide i destini delle pedine più piccole è unica e inconfondibile. E' la RRiunione. Da pronunciarsi rigorosamente con due "R". Anche tre. Genera subito deferenza, nevvero? Le porte si chiudono, è roba per pochi e i più restano fuori, magari nell'altra stanza a navigare su internet o a espletare mansioni non proprie, che richiedono pochi minuti e si trasformano - per evitare di aprire un qualsiasi solitario - in odissee interminabili e ricercate. Non avete idea di quante opzioni si possano trovare per disegnare una banalissima tabella, giuro. Ma il bello delle RRiunioni è che dopo ore di attesa c'è una risoluzione finale. Dopo che Li hai sentiti gridare, poi ridere, poi gridare più forte, ecco che escono. Atmosfera: tarallucci e vino. Ti guardano con un sorriso un po' stranito. "Ancora qui? Puoi andare. A domani". Ecco. Se c'è stata una risoluzione forse non l'ho capita, ma quell'a domani in teoria potrebbe promettere bene.
Insomma, adoro le attese prolungate. Voi no?
Scritto da Alberto Puliafito il 26 Ottobre 2004 alle 7:04
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