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Attualità, 28 Giugno 2005

A.I.D.S. (c)

Le contraddizioni del copyright, così come è concepito, e dei brevetti, con buona pace di Giorgio Faletti e della sua campagna antipirateria - con contestuale intervista rilasciata a Anna Masera, ricca di perle già evidenziate, per esempio da Massimo Mantellini e Massimo Morelli - emergono prepotentemente in un ambito tutto sommato meno al centro dell'attenzione rispetto all'intrattenimento, alla musica, ai film, ai masterizzatori e al peer to peer. Lula - Presidente del Brasile La salute, grazie a Luis Inacio Lula da Silva, presidente in carica del Brasile. Considerata l'enormità dei prezzi dei farmaci utilizzati per combattere l'AIDS, Lula ha dichiarato di interesse pubblico detto farmaco e minacciato - saggiamente, secondo chi scrive - e minaccia di avviare una produzione nazionale dello stesso, violando il brevetto della casa farmaceutica che detiene l'esclusiva della produzione (la Abbott). A meno che i prezzi non scendano (musica già sentita, no?) Come andrà a finire, questo scontro in cui - almeno a me - appare evidente da subito per chi tifare? Scritto da Alberto Puliafito il 28 Giugno 2005 alle 10:45
Commenti

Certo le speculazioni sui prezzi dei farmaci e sull'urgenza di una loro diffusione sono una questione pressante, che impone delle soluzioni in tempi ragionevoli. Temo, però, che iniziative come quella del Brasile, per quanto istintivamente accolte con favore dall'opinione pubblica, possano tradursi, nel lungo periodo, in un'arma a doppio taglio a scapito dell sanità stessa. La scelta di infrangere brevetti farmaceutici, se estesa indiscriminatamente, magari sostituendosi ad un impegno degli Stati sul fronte delle politiche sociali, potrebbe danneggiare e disincentivare la ricerca, per definizione imperniata sull'istituto del brevetto.
Basti pensare ai lunghissimi tempi di preparazione di un farmaco (in media 12 anni), durante i quali le imprese ed istituti di ricerca operano in un potenziale "passivo", e nel corso dei quali vengono compiuti innumerevoli (e costosi) tentativi, risultanti in un unico composto approvato e brevettato. I proventi di questa molecola dovranno coprire tutte le spese, comprese quelle relative a prodotti che non andranno mai in commercio. Qualora l'infrazione del brevetto dovesse diventare una prassi, temo che gli incentivi alla ricerca (già molto bassi, per alcune malattie) ne risulterebbero pericolosamente compromessi.

Posted by: C:\arlo on 28.06.05 18:13

Aggiungo solo che la possibilità di infrangere brevetti è contemplata dal TRIPS, in periodi di emergenze sanitarie (come quella che il Brtasile affronta). Il problema si pone qualora la prassi assuma la valenza di "minaccia" e divenga sistematica sostituzione di sane politiche nazionali e internazionali.

Posted by: C:\arlo on 28.06.05 18:20

Gli stati non possono lasciare la sanità nelle mani dei privati. La ricerca medica (e non solo quella) deve essere finanziata con denaro pubblico, di modo che dei suoi risultati ne possano effettivamente beneficiare tutti.
A che cazzo serve un farmaco per l'aids se poi i paesi poveri, che sono quelli maggiormente affetti da questo male, non possono permettersi di pagare il dazio che deve ingrassare i profitti della multinazionale che lo ha prodotto?
Il copyright va bene per i CD e i DVD ma non per i farmaci, perché senza l'ultimo cd di madonna e l'ultimo film di spielberg si tira a campare, ma con l'aids si muore.

Posted by: vittorio on 10.07.05 13:31
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