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Attualità, 26 Settembre 2005

Viva Zapatero!

"Viva Zapatero!" non è un film divertente, è un pugno allo stomaco.
Sono passati due anni dalla fine del "fenomeno" girotondi. Quell'incredibile mobilitazione di persone che non ritenevano possibile assistere alla berlusconizzazione dell'Italia. Alla vergogna delle leggi ad-personam che danneggiano tutti, del diritto calpestato, dell'illegalità e l'immoralità eretta a sistema, della censura, della sospensione selettiva della libertà d'espressione in questo paese.
Io c'ero, lo dico con orgoglio.
Era un periodo in cui si apriva qualche sito web o si riceveva qualche telefonata e si sentiva il bisogno di scendere in piazza, di riunirsi, di mostrare il dissenso materialmente o più che altro di fare in modo che ci fosse il bisogno di far sparire dai Tg nazionali quel dissenso.
Ero arrabbiato, arrabbiatissimo, ogni giorno c'era qualcosa per cui imbestialirsi.
Bastava leggere il giornale, le nefandezze avvenivano senza soluzione di continuità, pervicaci, un fiume in piena che stava cambiando faccia all'Italia, obiettivo puntualmente centrato, e mi sembrava assurdo che nessuno facesse niente. Almeno quell'eterogeneo gruppo di persone che animava i "Girotondi" ci stava provando e non mi tirai indietro.
Non che ne avessi tutta questa voglia, sono schifosamente pigro, ma la mia coscienza bruciava, non volevo sentirmi responsabile e cercavo di essere sempre in prima fila.

Poi le cose sono cambiate: la manifestazione del 14 Settembre in Piazza San Giovanni è stato l'apice di quel movimento, da lì in poi la gente, sfiduciata e incapace di vedere premiato qualsiasi tentativo si facesse per fermare Berlusconi, ha lentamente lasciato perdere.

I partiti del centro-sinistra, infastiditi da quell'ondata d'indignazione spontanea sulla quale non avevano alcun controllo e che spesso, con cognizione di causa, tendeva ad inchiodarli alle loro responsabilità passate e presenti hanno cercato di raccoglierne i frutti nel solo modo che conoscono: racimolando voti. Il successo di questa operazione non sta a me giudicarla.

Lentamente anche io ho perso la voglia di perdere le staffe, una sostanziale rassegnazione si è impadronita di me. Ho progressivamente perso la forza d'incazzarmi fino a quando il flop dell'arraffazzonata lista Di Pietro-Occhetto, dentro la quale c'erano gli unici personaggi impegnati in piazza in quei mesi che avessero deciso di mettersi in gioco candidandosi alle Europee, mi ha tolto completamente le speranze.

La verità è che quel 2,1% dei voti validi è l'esatta percentuale di quanti in italia condividevano la mia indignazione.

Tra il 2004 e il 2005 il nostro amato Silvio ha continuato a fare tutto quello che voleva, ma stavolta senza alcun dissenso, ne televisivo, naturalmente, ne di piazza.

Le elezioni del 2006 si avvicinano, la rassegnazione con la quale sto attendendo il governo Prodi che dovrebbe esserne il risultato è figlia di quella che ho provato negli ultimi due anni. Due anni in cui, ci tengo a dirlo: la televisione italiana non ha trasmesso NESSUN programma che si possa definire satirico e questo nel silenzio assordante di tutti.

Vedere il meraviglioso documentario della Guzzanti mi ha emozionato e colpito anche se niente di quello che ho visto mi era nuovo o ignoto, non la censura fascista (se non è fascista, cos'è?) di Raiot, non la pochezza della sinistra, del Riformista, l'impressionante somiglianza tra la "forma-mentis" di gente come Petruccioli e un senatore campano dell'Udc qualunque.

Non servirà a niente, su questo non ci piove, ma andatelo a vedere

Scritto da Notuno il 26 Settembre 2005 alle 21:42
Commenti

Ho sempre desiderato di conoscere un elettore della Lista Trash Di Pietro-Occhetto. Finalmente il mio sogno s'è realizzato!! :-))

Posted by: harry on 27.09.05 02:01

Notuno, t'hanno dato del trash :-D

Posted by: Alberto Puliafito on 27.09.05 06:59

Detto da un fallacista, filo-berlusconiano e preoccupato dalla sinistra "post-comunista" non può che compiacermi ;)

Posted by: Gabriele on 27.09.05 18:38

In effetti non hai tutti i torti. Poi il trash è in via di recupero e rivalutazione quasi ovunque. ;)

Posted by: Alberto Puliafito on 27.09.05 18:43

Esatto. Per dire i Mamas and Papas in un telefim americano nel 2005, roba da matti. :P

Posted by: Gabriele on 27.09.05 20:02

Apperò, i girotondi...

Posted by: l'eretico on 28.09.05 02:18

Ciao Noturno,
io venerdi' scorso sono andato a vedere "good night, good luck" sul maccartismo, e la sera successiva "viva zapatero" ...purtroppo era come vedere lo stesso film due sere di seguito. Peccato che il senatore Joseph McCarthy abbia fatto i suoi danni 50anni fa, a noi invece la purga tocca oggi!!
ho letto il tuo post di oggi e devo dire che come percorso mi ci ritrovo. Solo che dopo la Rabbia, l'Entusiasmo e la Rassegnazione son passato alla fase successiva. Conscio degli insuccessi dei Movimenti di Piazza (complice soprattutto la Pigrizia delle persone, come me e te) ho pensato con un amico ad un sistema che sembra risultare tanto semplice quanto estremamente efficace: le tshirt di denuncia intitolate "FUORIDISCIMMIA - DAL MASS-MEDIA AL MY-MEDIA". Un progetto che finora sta avendo un successo inaspettato ma che senza passaparola (e senza grandi Major di distribuzione) e' destinato a spegnersi. Vi pregherei di dare almeno un'occhiata per capire di cosa si tratta e dirmi se vi sembra una buona idea di "DEMOCRAZIA PARTECIPATA" e se cosi' vi sembra vi prego PASSATEPAROLA!
Un abbraccio
MAU_FUORIDISCIMMIA
http://www.fuoridiscimmia.it

Posted by: mau_fuoridiscimmia on 28.09.05 17:10

Viva Zapatero non è un film,ma una testimonianza tangibile dei tempi amorfi in cui viviamo.
Si esce dalla sala di proiezione con un senso d'impotenza mai provato prima.....d'impatto mi ha messo voglia di prendere e scappare da questo paese,ma riflettendo,esiste una soluzione:il passaparola.Dite ai vostri amici di andare a vederlo e di invitare altri a farlo.
La nostra forza può essere solo la coesine,anche se questa parola oggi sembra sempre più un'utopia!
Andate Andate Andate e fate ciò che ci vietano di fare:PENSATE!!!!!!!

Posted by: Stefano on 06.10.05 22:57

Convengo con Stefano...esci dal cinema depressissimo, conscio di vivere in un paese assurdo e ridicolo, io personalmente sono stufo...appena posso emigro!

Posted by: Fabio on 07.10.05 03:17

sono andata a vederlo oggi... mi aggiungo al cordoglio generale, anche se non c'erano "sorprese" nel documentario: sarebbe meglio che lo vedesse chi lo ha votato :-/ ma dubito che accada.
mi sono piaciute molto le interviste a giornalisti e comici stranieri! quelle sì, mi hanno resa più consapevole della (...) situazione in cui siamo.

Viviana

Posted by: Vivianuccia on 09.10.05 01:21

mi aggiungo alla fila di indignati... però devo dire che dopo averlo visto ho ancora più voglia di lavorare. Collaboro presso un giornale di paese e ho tanta di quella strada da fare che mi vengono le vertigini, ma mi piace pensare che tocca a noi nuovi arrivati toglierci il bavaglio per riformare l'informazione.

Posted by: vera on 10.10.05 09:34

mi aggiungo alla fila di indignati... però devo dire che dopo averlo visto ho ancora più voglia di lavorare. Collaboro presso un giornale di paese e ho tanta di quella strada da fare che mi vengono le vertigini, ma mi piace pensare che tocca a noi nuovi arrivati toglierci il bavaglio per riformare l'informazione.

Posted by: vera on 10.10.05 09:35

ho trovato questo articolo che preannunciava molto tempo prima la situazione attuale, magari è interessante:
Cultura (Roma) Presso la Libreria Bibli si è svolta una serata non-stop a sostegno dell'utilizzo e ri-valutazione del S. Maria della Pietà, ex Manicomio di Roma. La serata, densa di emozioni, si è aperta con un video che testimonia il completo stato di abbandono in cui riversano gli stabili dell'ex manico-mio. Si sente ancora nell'aria la sofferenza di qui luoghi che fino a vent'anni fa erano teatro di dolore e solitudine.
Dopo l'approvazione della Legge Basaglia che sanciva la definitiva chiusura dei manicomi, molte strutture sono stata abbandonate a loro stesse, senza essere utilizzate per altri scopi. "Il manicomio è un luogo di sofferenza, è il simbolo della cattiveria umana, ha dichiarato nel suo discorso introduttivo Stefano Pierpaoli (scrittore), si parla di spazi destinati all'arte ma purtroppo viviamo in un paese dove forse tra sei mesi non si potrà più parlare.." C'è un problema, come Stefano Pierpaoli individua, che è quello dell'espressione artistica e pone quattro questioni primarie che devono essere subito risolte.
Primo fra tutti l'accesso all'editoria e la fruizione della cultura da parte degli/delle artisti/e e della gen-te comune; c'è una linea di demarcazione tra i consumatori finali e coloro che gestiscono l'editoria e la cinematografia, questi ultimi infatti, offrono opportunità di lavoro solo a pochi.
Il secondo problema è il così detto conflitto di interessi nella gestione della cultura in cui si innesca un intreccio sinistro e diabolico. Terzo problema è il mercato; il cinema vive un periodo di grande crisi, non ci sono grandi registi che raccontano storie vere e toccanti, politicamente impegnate.
Quarto e non ultimo problema è quello dell'etica: continuando a raccontare sciocchezze che cosa tra-smetteremo alle nuove generazioni? Fino a trenta anni fa esisteva una cultura impegnata che raccon-tava le vicende reali del nostro paese; oggi questo non accade più e abbiamo nuove generazioni disin-formate.
Allora perché non pensare ad un luogo in cui poter andare controcorrente e finalmente costruire una valida alternativa al regime che ormai si è instaurato? E' un'opportunità per Roma, continua ancora Pierpaoli, per creare una forte contrapposizione artistica, ribaltare il punto di vista; ossia non tutelare più i grandi produttori ma garantire i consumatori finali quali ultimi fruitori dell'arte.

spero sia un contributo utile

alessandro

Posted by: alessandro on 14.10.05 14:14
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