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Grilli per la Testa, 13 Novembre 2005

Diario del Videomaker - VI - Non avrai altro dio all'infuori della telecamera


Se hai una telecamera in mano, spera che nessuno ti spacchi l'obiettivo, spera che nessuno ti sequestri il nastro, e sentiti infinitamente potente.
Sì perché - ricordatelo bene - in quel momento puoi fare quello che vuoi, tu sei la tv per cui lavori, sei il canale, sei la casa di produzione.Non ci credi? Te lo dimostro.
Prova a finire in un remotissimo - nemmeno troppo - paesello dell'Italia centrale, dove devi intervistare un'artista che si esibisce nei locali - nulla di hard, niente paura, stiamo parlando di cose che si vedono tutti i giorni in fascia non protetta: voce e tastiera - quelli dove si balla, quelli dove si cena ascoltando l'ennesimo rifacimento di Io, Vagabondo che improvvisamente - fateci caso, capita solamente in un certo tipo ben preciso di locali - scivola in No Woman, No Cry. Come se fosse il più naturale amplesso melodico del mondo e nessuno gli avesse mai detto che, diomio, quel mix fa schifo.
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Scritto da Alberto Puliafito il 13 Novembre 2005 alle 2:30
Commenti

Ma ti stupisci ancora? Lo avrei fatto anch'io se fossi stata la tizia con i tacchi da 15. Pubblicità, pubblicità. Con le telecamere (anzi la telecamera) e l'ipotetica speranza di essere per uno o due frame "famosi" sul piccolo schermo puoi attrarre tantissimi clienti... e poi dai è anche bello per questo... e i piedi poi sono lo specchio dell'anima... eh eh eh
ciao SIMO

Posted by: sIMONA on 13.11.05 16:59

Mi sa che la frase "c'è gebte che venderebbe la mamma pur d'apparire in tv" non è poi così assurda..

Posted by: mascia on 13.11.05 21:54

eamm gente

Posted by: mascia on 13.11.05 21:54

@mascia: la mamma è poco, fidati. La mamma è poco.

Posted by: Alberto Puliafito on 14.11.05 09:45
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