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Sparagli, Piero, 28 Novembre 2005

La differenza fra idea e azione

Seconda puntata del dossier sull'uranio, realizzato da Jolly Roger. Qui la prima parte.
dr strangelove.JPG Disponibilità di Risorse
L'Uranio non è quella cosa che si trova ovunque in abbondanza come vogliono farci credere.
E' un metallo piuttosto raro: a oggi si conosce con precisione la localizzazione di 3 milioni e mezzo di tonnellate di uranio, e si stima che ce ne siano altre 3 milioni tuttora ignote. Sono tante? Sarebbero all'incirca il volume del cemento utilizzato per 280 Dighe di Hoover. Insomma, non tantissimo per essere il totale delle riserve utili planetarie.
A queste possiamo aggiungerne ragionevolmente 5 milioni di tonnellate tra inestraibili, difficilmente sfruttabili o over-peak. La quantità utile è quindi di 6,5 milioni di tonnellate.
Proviamo a suddividere le riserve note, (in tonnellate e % mondiale):

Australia 1,074,000 30%
Kazakhstan 622,000 17%
Canada 439,000 12%
South Africa 298,00 8%
Namibia 213,00 6%
Brazil 143,00 4%
Russian Fed. 158,00 4%
USA 102,00 3%
Uzbekistan 93,00 3%

Consumi
La sola Russia oggi richiede circa 4600 tonnellate di uranio all'anno. Tra al massimo 15 anni la richiesta sarà raddoppiata. Già oggi la richiesta nazionale è superiore alla produzione.
Il mondo intero nel 2000 produceva 68000 tonnellate di uranio: servono a coprire tra il 2,5 e il 6% del fabbisogno energetico mondiale (stima prudenziale e stima ottimistica) per un totale di 363 GigaWatt.
Ma tra il 1999 e il 2000 la richiesta è aumentata di 6000 tonnellate in più del normale andamento.
Oggi servono 84.000 tonnellate di uranio all'anno

Prezzo
Una tonnellata di uranio Nel 1990 una tonnellata di uranio veniva via per 22.000 dollari
Nel gennaio 1996 costava 26.800 dollari.
A dicembre 1996 costava 35.600 dollari.
Oggi il prezzo è tra i 60 e gli 80.000 dollari/tonnellata, il più alto da 15 anni..
Entro al massimo 15 anni sfonderà i 100.000 dollari la tonnellata nonostante il previsto aumento dell'offerta.
In tutta l'area euroasiatica non restano più di 1 milione di tonnellate di uranio prima del raggiungimento del peak. Poi il prezzo salirà rapidamente, i produttori limiteranno le esportazioni e assisteremo a quello che sta succedendo per il petrolio.

Scritto da Alberto Puliafito il 28 Novembre 2005 alle 15:32
Commenti

Bravo!
Non avevo mai fatto questa valutazione.
Bisognerebbe pensarci seriamente... non in Italia ovvio, noi abbiamo cose molto più serie su cui ragionare... e meno male che abbiamo scoperto chi è la talpa, sai com'è, queste insicurezze logorano.

Posted by: larvotto on 28.11.05 23:57

bravo davvero!!! Nemmeno io avevo pensato a ke l'uranio fosse una materia prima abbastanza rara e costosa... Allora che si fà?
Eoliche?
O una politica del risparmio energetico?
boh... ciao b.

Posted by: barbara on 29.11.05 09:36

(oh, sia chiaro: i bravo sono tutti per Jolly Roger, io sono un misero copia-incollatore :-) )

Posted by: Alberto Puliafito on 29.11.05 09:52

Un aumento esponeziale dei prezzi eh? Peccato che negli anni '70 il prezzo fosse di circa 100000$ a tonnellata, dollari di allora che credo essere circa 200000$ di adesso. (http://www.uranium.info/prices/monthly.html). Inoltre trascuri la produzione da smantellamento di armi nucleari che di fatto genereranno una consistente quantità di uranio per un bel po' di anni.

Tutto questo tralasciando il fatto che con i moderni reattori autofertilizzanti (oggi funzionanti) il "carburante" viene prodotto dallo stesso ciclo energetico, moltiplicando l'uranio utilizzabile per decine di volte.Quindi questi dati mi sembrano piuttosto inutili.

Saluti,

unit

Posted by: unit on 30.11.05 12:11

(e ricomincia la guerra fra Jolly Roger e unit)

Posted by: Alberto Puliafito on 30.11.05 12:21

unit, in breve.

I prezzi che indico come significativi sono quelli dopo il 1990.
E sono attualizzati (mentre il tuo dato 1970 non lo è).

Essendo negli anni '70 una tecnologia nuova e in cui l'infrastruttura produttiva era ridotta posso capire che il costo fosse più alto. Prendo per buono il tuo datiìo, ma io qui parlo di presente e futuro, non di passato.

Non trascuro lo smantellamento, sta in uno dei prossimi interventi che ho mandato ad Alberto e che dovrebbe pubblicare a breve, con dati, percentuali e costi (che non sono poi così incredibilmente influenti)

Posted by: JR on 30.11.05 13:56

Il punto principale è sui reattori autofertilizzanti, che funzionano a U238 oppure a torio (n volte più abbondante dell'uranio). Quello che voglio dire è che l'abbondanza dell'uranio rispetto alle centrali autofertilizzanti (come sono tutte quelle in costruzione) non è un tema centrale, dato che, appunto, o non usano l'uranio o lo usano in percentuale molto (credo intorno 20 volte meno) minore.

Poi possiamo disquisire sui prezzi (appunto non attualizzati, dunque molto più alti nel passato rispetto alle cifre che ho indicato io, ma basta guardare il grafico) e sulle quantità ( mi sembra che ci siano dei conti che non tornano, mi riservo di controllare), ma se le centrali possono andare a torio e non ad uranio...a che serve?

Con questo non voglio dire che il nucleare è necessariamente vincente, però mi sembra che questa parte della tua analisi sia un po' datata, appunto a prima dei reattori autofertilizzanti (venti anni fa).

Spero di non seccare alberto con questi mie commenti.

Saluti,

unit

P.S. o ci ficchi un "annuale" da qualche parte o l'uso di "GigaWatt" è ancora sbagliato. Sorry...

Posted by: unit on 30.11.05 15:09

I dati sono al 2004, per cui il consumo di materiale già include alcuni reattori autofertilizzanti.
Il trend è comunque in aumento.
Non ho altri dati in proposito a come si suddivide il consumo di materiale tra vari tipi di centrale.

Sul GW hai ragione, di nuovo (e questo è cannato anche in bozza), anche se si sta comunque parlando di un solo anno (il 2000) per cui è abbastanza chiaro.

E' anche chiaro che è improbabile, vista la disponibilità di combustibile e la sostanziale non-incisività sul bilancio energetico, che il nucleare possa candidarsi a degno sostituto del petrolio.

Posted by: JR on 30.11.05 20:19

Dunque: sul consumo attuale non ho informazioni e non ho neanche tempo per cercarle nell'immediato. Sicuro è che per gli autofertilizzanti il problema del combustibile praticamente non c'è: usano o l'uranio 238 o il torio. l'uranio 238 è circa cento volte più abbondante dell'uranio 235, che è quello che viene effettivamente utilizzato nei reattori a cui ti riferisci. Quest'ultimo viene messo nelle barre di combustibile al 5% circa (nel famoso processo di arricchimento) insieme ad un 95% di uranio 238 che di fatto non partecipa alla fissione ed è praticamente buttato via. Quindi di 100 tonellate di uranio che usi, solo una è necessaria, il rimanente è inutilizzato. Invece, come detto, negli autofertilizzanti è proprio il 238 che viene utilizzato. Tolte inefficienze varie credo che il rapporto da 1 a 100 scenda un po', ma rimane comunque molto alto. C'è abbastanza uranio 238 al mondo per andare avanti per secoli. Il torio conviene invece a chi ne ha tanto, come l'India, che infatti ha avviato un programma in tal senso.

I problemi sono altri, tecnici, ma sopratutto politici. I problemi tecnici possono alzare il costo, che però di fatto è o più basso o comparabile con altre sorgenti attualmente in uso, vedi le centrali a carbone. I problemi politici sono più seri: le autofertilizzanti producono in diversi casi plutonio adatto ad armi nucleari, al contrario di altre tipologie di impianto. Ecco perchè non sono molto diffuse. Per non parlare delle ossessioni ecologiste derivanti da chernobyl. Ma credo che di questo parleremo nella prossima puntata.

Comunque, fidati: l'abbondanza dell'uranio è problema tecnico di fatto già affrontato e risolto. Su questo hai mancato l'obiettivo, a mio avviso.

In ogni caso l'articolo è interessante, anche se secondo me sarebbe opportuno cominciare già da questa parte a confrontare questi dati con altri sulle alternative in uso, come le centrali a carbone. Quanto carbone ci resta?

Ciao,

unit

Posted by: unit on 30.11.05 23:30

Molto interessante vedere due esperti all'opera, certamente meglio di 10 ore di approfondimenti su qualunque media.

Dico quel che ho sentito, dicono che il peak del carbone sia per il 2050 e che chi ne ha di più siano gli usa.

Se però ci mettiamo ad usarlo al posto del petrolio probabilmente ci saranno incentivi a scoprirne di più e d'altra parte si consumerà più velocemente. Fate vobis.

La domanda è quanto uranio 238 usa una centrale autoarricchente da 1000 megawatt in un giorno? e poi quanto uranio 238 c'è nel mondo e poi quanti problemi ci sono nell'estrarlo e nel bruciarlo?

Per esempio ho sentito che per 1000 megawatt servono due barre da 40 kili di uranio 235 (non so con che percentuale di "purezza"), questo per un solo giorno.

Voglio dire che il problema della materia prima non mi pare risolto se non fornite numeri nelle vostre discussioni.

Facciamo una ipotesi campata in aria: 85 milioni di barili al giorno di petrolio, sono una roba come 13 miliardi di litri al giorno ovvero 130 Tera Watt ora (a spanne).

In un anno consumiamo nel mondo 40 mila TWh di energia solo di petrolio ma il greggio è il grosso dei consumi energetici.

Per "sostituire" il greggio "bastano" 4 mila centrali da 1000 megawatt. Non mi interessano i conti esatti ma mi interesserebbe sapere l'ordine di grandezza, JR o Unit sanno quante centrali si possono fare con l'uranio 238 o il torio?

4 mila?
400?
40?

Jr e Unit penso sappiano che tra pochi anni si passerà da 85 milioni di barili al giorno a 130 milioni di barili. Quindi serviranno più centrali a uranio.

Posted by: Sandro kensan on 07.12.05 11:58

ciao sandro,

non riesco a trovare il tempo necessario per una risposta esaustiva alle tue domande. Ma il fatto è proprio questo, sono necessari studi approfonditi da parte di esperti per comprendere effettivamente la questione. Potrebbe risultare che le centrali autofertilizzanti non risolvono il problema, ma magari altre nuove tecnologie sì. Oppure non c'è speranza e il nucleare non è la soluzione. Ma ci vogliono esperti, e qui, me compreso, non ne vedo.

Saluti,

unit

Posted by: unit on 13.12.05 20:11

Il consumo/anno e gli equivalenti in termini di impatto ambientale stanno nella terza parte.

Colgo l'occasione per chiedere ad Alberto di buttarla sul sito tutta insieme così evitiamo le informazioni col contagocce e i rimandi a data da destinarsi.

Da parte vostra capitelo, sta a Venaus, lì al freddo a prendere manganellate anche per voi.

Posted by: JR on 13.12.05 21:40

Ah, i dati di consumo non sono sulle autofertilizzanti FBR ma sui più comuni reattori ad acqua pressurizzata [PWR] che per intenderci sono quelli di tutte le unità navali nucleari americane e sono le più diffuse ad uso civile, con media ancora davanti diversi anni di vita utile e tuttora in costruzione.

Lo dico subito, perchè mi sembra non sia specificato poi nel testo.

Posted by: JR on 13.12.05 21:57

Ciao Unit,
vedo che c'è un dibattito animato, vedrò di leggere tutta l'opinione di JR.

ciao.

Posted by: Sandro kensan on 16.12.05 16:44
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