Internet, 30 Novembre 2005
The Tag Revolution - Libera Flickr, ma è libero Flickr?
Ne abbiamo parlato un po' su Visitors, della Tag Revolution, e ora mi sembra sensato riportare anche qui - così come ha fatto Roquentin - un commento che gli è giunto sul suo photostream. Anche qui, in inglese. Penso possa suscitare il vostro interesse.
Scritto da Alberto Puliafito il 30 Novembre 2005 alle 2:00Ivan,
While I think the UAE practice of blocking flickr is highly questionable, it's also clear that Yahoo/Flickr are pretty far from being bastions of free speech themselves. The people in the UAE are not suffering terribly from not being able to browse Flickr, which is really just an entertainment site with small pockets of porn and even smaller pockets of serious political expression. There aren't any UAE residents, to my knowledge, being thrown in jail for expressing political messages on Flickr. A case can be made that Yahoo/flickr hasn't done enough to keep harmful material away from minors. What's far more important is to highlight and protest Yahoo!/Flickr's providing of information to the Chinese authorities leading to the imprisonment of Shi Tao for 10 years for revealing warnings made to Chinese newspapers about coverage of the 15th anniversary of the Tiananmen Square massacre. Yahoo!, the company we support with our $$$, is also infamous for censoring its search results in China. Yahoo/flickr clearly does NOT represent free expression where it counts-- the company is helping truly oppressive governments eliminate legitimate reporting and its actions directly lead to the imprisonment of its own users. So... people who are truly serious about free expression should stop giving Yahoo! their money. Spread the word about Shi Tao (more info from Reporters Without Borders and the BBC.) Close your Pro accounts in protest like Stephen Shephard did. Write to Stewart and Caterina (flickr founders) and ask that they resign in protest-- unlike many Yahoo! workers they can afford to resign and such action would send a strong message to Yahoo! management. Even if it is uncomfortable because our friends are working there, we have a responsibility to speak up loudly against Yahoo/flickr as it is our financial support of the company which contributes in part to the company's oppression in China. Why should we help Yahoo/flickr get access to more customers in the UAE, when Yahoo/flickr is helping oppressive governments throw Yahoo/flickr users like us in prison for simply reporting the truth? Complaining about the UAE's standard of decency won't help anyone, but hitting Yahoo's bottom line is a surefire way to make a truly meaningful difference. Yahoo!, flickr's parent company, helped put this Chinese reporter in prison for simply reporting the news. Join the Free Shi Tao (Yahoo!'s political prisoner) group and spread the word!
Il brano mi pare sufficientemente comprensibile, se necessita di una traduzione ditelo, ci si mette poco, per fortuna. Piuttosto, mi chiedo - e chiedo a Roquentine -: non avrebbe dunque senso riproporre lo stesso "meccanismo" della tag revolution per Shi Tao?
Posted by: Alberto Puliafito on 30.11.05 02:24Sì, secondo me avrebbe senso eccome. Non credo a un'emorragia di idiozia, peraltro: a parte questo signore/ragazzo nessun altro ha preteso o proposto di replicare la forma di protesta pro domo sua.
Però la strategia consigliata dal ragazzo, in questo caso, sarebbe di boicottare flickr: che si fa, proponiamo a tutti di cancellarsi l'account? Non funzionerebbe mai. Il problema è che ci si dovrebbe schierare apertamente (se le informazioni sono corrette) contro Yahoo, piuttosto. Cosa difficile: non impossibile. Dal tempo della patetica "battaglia del may offend" a cui ti ho accennato, ho scoperto che tra gli amministratori non reagna una grande concordia, soprattutto su temi politici.
E, va detto, il potere delle immagini, finora completamente sottovalutato, andrebbe sfruttato meglio: le immagini di protesta per il blocco in UaE, compresa la mia, non avevano un gran contenuto simbolico (con rare eccezioni).
Posted by: ivan roquentin on 30.11.05 02:46Ci sono, appunto, un paio di cose da verificare.
Primo: la correttezza delle informazioni riportate da RWB e BBC. Non che io voglia dubitarne, percarità, però c'è da fare un minimo di ricerca in merito.
Secondo: (dato per assodato che io, da inguaribile idealista, credo ancora nelle proteste. Punto di partenza questo che non è detto sia condiviso da tutti) qual è il metodo migliore per convincere l'utente medio di Flickr a aderire alla protesta? Anch'io sono totalmente scettico rispetto all'opportunità di chiedere un abbandono dell'account.
Quanto alle immagini, sì, vero, il contenuto simbolico sarebbe importante, i commenti "visivi" sono potentissimi, molto più di un pistolotto scritto come questo, che magari si leggono in tre.
In compenso il sottoscritto è ancora al lavoro e comincia a avere allucinazioni audiovisive...
Posted by: Alberto Puliafito on 30.11.05 10:23Domanda: dopo aver letto abbastanza a riguardo, mi chiedo se esista un servizio alternativo all'ottimo (dal punto di vista esclusivamente pratico) flikr, per poter migrare, previa email che spiega i motivi,in massa e consigliare anche ad altri di farlo. Insomma esiste un'alternativa che rispetti di piu' il diritto alla liberta' di informazione. E in ogni caso, considerando che societa' come Yahoo mirano al profitto e per raggiungerlo sono disposte ad aiutare il governo cinese, e' realmente possibile fare qualcosa?
Posted by: Albimac on 30.11.05 11:30Albimac: servizi alternativi di quel livello e quella diffusione io non ne conosco, ma probabilmente esisteranno.
Quanto all'altra domanda... chi può dirlo, chissà. La forza della rete sta solo nei numeri, la sua debolezza nella difficoltà di coordinazione.
Il tema aperto da ZhengHe è estremamente interessate e merita attenzione ed una campagna per creare attenzione.
Va comunque analizzato bene per capire cosa è realmente successo:
Ipotizzo due casi ben distinti:
a) La cina chiede alla sede cinese di Yahoo informazioni residenti su server in territorio cinese su evidenze relative ad un presunto reato di un cittadino cinese - Yahoo le fornisce.
>b) La cina chiede a Yahoo, multinazionale con sede in USA informazioni che risiedono fuori dal territorio cinese, saltando le procedure di rogatoria internazionale - Yahoo le fornisce.
Nei due casi la situazione è estremamente diversa.
Nel caso a) mi pare che esistano dei vincoli legali che impongono all'operatore di telecomunicazioni di fornire le informazioni richieste dall'autorità giudiziaria. In questa eventualità la sede cinese di Yahoo non avrebbe titolo per discriminare sulla fondatezza o meno delle richieste dell'autorità cinese, dovrebbe attenersi alla legge cinese.
Ricordo che anche in Italia gli operatori telefonici e gli ISP sono tenuti a fornire informazioni se richieste dalla magistratura.
Nel caso a) la sacrosanta protesta può essere solo indirizzata alla cina per l'applicazione di leggi contro reati di opinione. Yahoo c' entra ben poco.
Il caso b) invece sarebbe gravissimo in quanto scavalca procedure e processi del diritto internazionale. Una eventuale richiesta a Yahoo sarebbe dovuta arrivare mediata dall'autorità giudiziaria USA, a nessun titolo Yahoo avrebbe potuto rispondere alle autorità cinesi.
In questo caso è proprio Yahoo il bersaglio della protesta. Se è successo questo ipotizzo anche violazioni gravi alle leggi USA ed internazionali.
Temo che le fonti siano attendibili....
La democrazia in paesi come la Cina dovrà ancora attendere.
Purtroppo è la verità, magari tra 20 anni le cose potrebbero cambiare in meglio.
JIN
Posted by: JIN on 30.11.05 19:01"Punto di partenza questo che non è detto sia condiviso da tutti) qual è il metodo migliore per convincere l’utente medio di Flickr a aderire alla protesta?"
Ho un'idea, Alberto. Ti spiego in questi giorni, è più facile da mettere in pratica che da dichiarare.
Quanto all'eventuale alternativa a flickr, ritengo che non appena una comunità del genere si allarga ed entrano in gioco capitali e potere ci sia poco da essere ottimisti.
Posted by: Ivan on 30.11.05 22:45Ivan, attendo la tua idea con interesse.
Posted by: Alberto Puliafito on 01.12.05 09:16Ho letto la documentazione disponibile ... pare che la situazione sia quella del caso a)
Le informazioni erano in un server in territorio cinese, la sede legale è Hong kong che avrà pure anco per poco una sua legislazione ma è sotto l'autorità della repubblica popolare.
La posizione di Yahoo, nel caso specifico, mi sembra molto facilmente difendibile, se l'autorità giudiziaria del paese in cui operi ti chiede informazioni come operatore sei tenuto a fornirle (è previsto perfino dalla nostra legge sulla privacy ... per non parlare dei deliri dei devreti Urbani).
A mio avviso per fare una protesta consistente si deve prendere come obiettivo il sostegno del giornalista nei confronti della cina (gli utenti di flickr contro la repubblica popolare cinese, perdonatemi mi fa un po' ridere) indicando in generale il problema della libertà di espressione in cina, e puntualizzando con Yahoo il fatto che garantisce il servizio in cina adeguandosi alla legislazione locale.
Fossi io Yahoo rispoderei meglio un servizio monco che non dare servizio ai cittadini cinesi.
IVAN va studiata molto bene!!!
Posted by: Hidden Side on 01.12.05 17:24Hidden Side, anch'io ho fatto un po' di letture - purtroppo causa lavoro non ho il tempo di consolidarle in un post oggi - e ho avuto un veloce scambio di e-mail con i gestori di http://www.peacehall.com che hanno parlato abbondantemente della cosa. Aspetto una loro risposta proprio su questo punto, ma penso che sia il caso a), come dici tu.
In tal caso, certo, la posizione di Yahoo! è fin troppo facilmente difendibile da un punto di vista strettamente giuridico e legale, ovvio.
Resta la questione morale.
Aggiorno: anche le informazioni che ho raccolto (devo ringraziare un giornalista americano) mi fanno propendere per il caso A.
Riguardo l'ultima frase di Alberto: "resta la questione morale": sono d'accordo, ma io ne farei più che altro una questione morale, anche per "utilitarismo": un intervento, anche a vuoto, serve un po' a scuotere la gente, secondo me.
In ogni caso, mando una mail in cc agli interessati prima di sera (3 dicembre), spiegando in parte quello che non ho scritto in pubblico e che ho accennato ad Alberto in privato.
In più, qualche idea su come protestare in maniera efficace.
Posted by: ivan roquentin on 03.12.05 15:19Ivan, come vedi ho aggiornato anch'io, finalmente. Spero in maniera comprensibile.
Posted by: Alberto Puliafito on 03.12.05 18:50Mike Furir Mike 173
Posted by: Mike Furir 836 on 19.03.06 02:46

