Offline, 9 Settembre 2006
Il supermercato al telefono
Pensateci. Se foste al supermercato e qualcuno vi chiamasse al cellulare, quell'infernale aggeggio del quale ormai non sapete più fare a meno, quante probabilità avreste di non far capire dove vi trovate veramente?
Il rischio di un annuncio alle casse, il beep dei lettori di codice a barre, i clienti che chiedono informazioni ai commessi, la musichetta-che-si-sente-solo-nel-supermercato, il vociare della gente, il rumore del rimestamento negli scaffali dove si esalta il consumo del bene come parte integrante, indivisibile del nostro modo di vivere (che altro sarebbe, in fondo?): suoni inconfondibili che impediscono di crearsi qualsiasi alibi.
Poi uno si chiede perché il centro commerciale sia fulcro di una delle ossessioni degli zombie di Romero, e di Romero stesso: e trova la risposta quando sta aspettando una telefonata.
Lasciamo stare il fatto che questa telefonata poi non arriverà, e concentriamoci sul problema di fondo: è impossibile far credere al proprio interlocutore di essere altrove.
Ora, un lettore acuto dovrebbe chiedersi: perché mai dovresti far finta di non essere al supermercato?
La risposta è semplice e imbarazzante al tempo stesso. Perché ci sono telefonate in cui il tuo interlocutore non deve capire che sei il tipo di persona che deve andare a far la spesa al supermercato.
Perché tu, bello mio, fai un lavoro per cui non te lo puoi permettere, di andare a far la spesa al supermercato. Le persone come te, che fanno il tuo lavoro, hanno la colf, o una donna(1) che si occupa di certe faccende, o se non ce l'hanno possono permettersi di mangiare fuori tutti i giorni - e non un falafel e via - e quindi l'idea di andare a fare la spesa al supermercato non li tange nemmeno.
Certo, potresti fingere di aver avuto un bisogno impellente: che so, la schiuma da barba per raderti il cranio, o una collezione di vini e alcolici per una cena fra amici per la quale stai cucinando tu stesso (questo potrebbe andare: cucinare è abbastanza trendy e giustificherebbe persino una spesa), ma il fatto è che il tuo interlocutore, quando chiamerà per parlare di lavoro, non avrà voglia di sentire storie.
E si farà l'idea di stare parlando con un regista che - buondio, che orrore - si fa la spesa al supermercato.
Il che, tutto sommato, fa riflettere su quanto sia triste una società dei consumi in cui consumare per bisogno primario è diventato quasi un elemento di vergogna - ben altra faccenda sarebbe se, per esempio, tu ricevessi quella benedetta telefonata mentre stai facendo acquisti in un negozio di oggetti hi-tech. Si sente non solo dall'audio, ma anche dal profumo, che stai in un negozio hi-tech, e quel profumo lo senti persino via cellulare, anche se non c'è l'odorama - da nascondere come la peste perché indicativo di un determinato status symbol. Da untore. L'untore che deve fare i conti con il fatto che il suo stile di vita gli richiede, come condizione non sufficiente ma necessaria per una sopravvivenza decorosa, di alzare il culo dalla propria sediolina e fare la coda fra marmocchi urlanti, coppiette e anziani.
Ora, questo benedetto untore alla fine ringrazia, in ordine sparso:
- la presenza di un hard discount vicino a casa
- il fatto che la telefonata non sia arrivata in quel momento
- il fatto che la comunicazione videotelefonica non sia ancora tecnologicamente sviluppata e alla portata di tutti
- il fatto di aver voglia di scherzare su cose che in realtà meriterebbero profonde e accorate riflessioni, ma sticazzi
- chi ha letto fino qua, come sempre.
(1) Moglie, mamma, donna, sorella, fidanzata, convivente, o colf, appunto. A seconda delle declinazioni della tipologia regista-pseudo-artista. Articolo che, al momento, per quanto riguarda il sottoscritto risulta non pervenuto.
Finalmente un post con i controcoglioni...
bellissimo. Letto tutto d'un fiato =)
tvb, fratellone =)
bye!
Posted by: ATMB on 09.09.06 11:30Bello il blog (e stupendo Teleblogo), ma non riesco ad aggiungere il feed di L'indignato in Feedreader 3.05. Il messaggio d'errore è il classico not found. Forse un problema con gli RSS 1.0 o RSS comments o forse sbaglio io?
Ciao
Grazie, Roberto. Non saprei aiutarti... a me funziona, il feed...
Posted by: Alberto Puliafito on 11.09.06 02:30

