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Offline, 10 Settembre 2006

Era una notte bianca e tempestosa

C'è un giorno all'anno in cui, a Roma - come in altre città - bisogna uscire per divertirsi, veder concerti, incrociarsi come anime perse in centro, abbandonando le macchine e i motori (a meno che non si voglia commettere uno dei peggiori errori della propria vita). Questo giorno, che è una notte, e si chiama Notte Bianca, per la prima volta non ha portato con sé né blackout né pioggia: tutto è andato come doveva andare, anzi meglio, diranno gli organizzatori: le presenze sono state in aumento, la città ha vissuto e pulsato di fermenti e aspettative, il concerto finale di Vinicio Capossela era ai limiti dell'insostenibile per numero di persone stanche ma obbligate da qualche liturgia collettiva a godersi l'alba del Pincio.
Io c'ero.
Ma in maniera particolare, ché non ci si può accontentare di un'uscita programmata da qualcun altro che nemmeno fa parte della tua comitiva - Walter, se vuoi un aperitivo ce lo possiamo prendere volentieri, neh, senza rancore - .
Così, per il momento malamente orfano di una recente forma di intrattenimento piacevole e scelto, mi sono inventato un modo per non lasciarmi travolgere dall'intrattenimento imposto e senza meta, e ho lavorato.
Mi sono trovato a girare immagini di backstage di un film che spero proprio si farà, in varie location romane, al Gasometro (GaZometro, se vogliamo dirla con l'autoctono medio. Lo stesso autoctono medio con il quale ho sfiorato una rissa perché, come altri mille, non stavo seduto a guardar lo spettacolo), da una terrazza sul Colosseo - e buondio, qualcuno mi dica quanto può essere bello un backstage con il caricamento della 35mm con Colosseo e Fori Imperiali illuminati e migliaia di persone di sfondo -, al Pigneto. Dove la birra ti costa due euro a bicchierozzo e Francesco dice che Emiliano dice che è incredibile quanto possa essere vera la vita (come dare torto a entrambi, il Pigneto ieri era la transustanziazione dello stereotipo della gioventù sinistrorsa che si diverte).
Finito il lavoro - piacevolissimo, grazie alle persone che l'hanno animato, alcune delle quali passano di qui e sanno bene cosa pensi il sottoscritto di loro -, cenato a un'ora improbabile nell'impossibilità di cenare veramente a quell'ora improbabile, perché la notte è bianca ma i ristoranti chiudono la cucina, che dovrebbe fare uno, se non adare a vedere le tappe che si è perso e continuare a girare immagini? Nulla.
E questo fa quell'uno, ché Roma così, a quell'ora improbabile, in scooter con l'aria fresca che ti rincuora e ti riempie, sembra l'antica Babilonia, o una moderna metropoli addormentata.
Tutto fino alla colazione, nel solito posto (ma non abitudine).
Restano, banale dirlo, gli avanzi del consumo da pulire.
E la tempesta? Quella è un'altra storia, un'altra puntata, una boutade che stava bene nel titolo.

Magari - ma non prometto nulla - seguiranno immagini.

Scritto da Alberto Puliafito il 10 Settembre 2006 alle 15:50
Commenti

io lo so che tu sei un romanticone. in fondo.
;)

Posted by: monicheismo.com on 11.09.06 16:00

io lo so che sei un romanticone, in fondo.
;)

Posted by: monichismo.com on 11.09.06 16:04

qualche error di prova... eh eh.

Posted by: monichismo.com on 11.09.06 16:20

Togli pure quell' "in fondo".
In fondo anche Carver è un romantico.
Non che io sia come Carver, nessuno si incazzi. Volevo solo dire che Lui è un romantico.
E anch'io.

Posted by: Alberto Puliafito on 11.09.06 16:56
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