Offline, 13 Ottobre 2006
La calamita per gli eventi straordinari
Come un braccialetto che si attacca, per quel magnifico effetto fisico dell'attrazione polare, a un mancorrente mentre si sta appoggiati a guardare verso il basso e si parla e si ascolta e si pensa a decine di eventi, cose, sensazioni, sentimenti, progetti, idee - incluso il fatto, non chiedermi se prima o dopo perché non me lo ricordo, che si potrebbe anche giocare a sputare di sotto -, io mi attacco a certe situazioni. Dici che sembra che io abbia la calamita per gli eventi straordinari(1).
Dicono che esistono le "situazioni Puliafito".
Tutto vero, probabilmente.
Convincersi di aver perso 200 euro e trovarne 250, perdere le chiavi di un bed & breakfast alle 3 di notte negli scogli, dopo aver prenotato alla cieca lo stesso bed & breakfast, rimbalzato da altri tre, e ritrovarsi in una sistemazione da sogno, farsi smagnetizzare il bancomat da una commessa di Mediaworld, comprare una telecamera e non poterla usare per girare il primo lavoro importante che arriva subito dopo.
Come dire, sembra che non ci sia mai pace: emozioni forti e tanti saluti a casa se non ci stai. Un po', probabilmente, è vero e qualche volta, lo confesso, avrei voglia di calma piatta.
Allora ho pensato che potrei anche metterla in vendita, la calamita per gli eventi straordinari. O regalarla.
Ma - oltre a essere bipolare, come tutte le calamite(2) e a attrarre, come dimostrato anche eventi straordinari di indiscussa piacevolezza - la calamita per gli eventi straordinari è indivisibile da quella per gli incontri straordinari.
E allora, me la tengo stretta, come se fosse un amuleto prezioso. Come quel braccialetto che si attacca al mancorrente.
(1) Nota relativa a un aggiornamento delle 12:20. Mi suggeriscono dalla regia che c'è un errore di fondo nel concetto qui sopra espresso. Il sottoscritto, infatti, non avrebbe una calamita simile a quella descritta ma sarebbe la calamita stessa. La cosa ha una serie di implicazioni filosofico-morali di portata che - o lettore - potrai ben valutare da solo e, pur non modificando nella sua essenza questo breve scritto, lo rende più coinvolgente da un punto di vista strettamente intimista. Il che significa che quando passerete alla lettura della nota numero 2, non pensate nemmeno lontanamente all'ipotesi di spezzare il sottoscritto per creare un monopolo magnetico umano.
(2) E se provi a spezzarla si genera un'altra calamita, nuovamente bipolare, proprio come accade con quelle vere. E' una proprietà fisica del campo magnetico, se ricordo bene. Proprietà che una nota a margine scritta seriamente dovrebbe riportare con dovizia di particolari, ma al momento i miei ricordi si fermano al concetto e non arrivano al nome dello stesso. Così uso Google e improvvisamente mi si riapre un mondo: impossibilità di creare un monopolo magnetico. Epperò ben mi ricordo che Dirac ipotizzò l'esistenza di questa particella, per spiegare la quantizzazione dell'energia. Così cerco ancora: ecco il vortice di internet che agisce, e trovo:
Un monopolo magnetico è un'ipotetica particella che, similmente all'elettrone per la carica elettrica, trasporta una carica magnetica (ovvero un polo). Dirac, nel 1931, mostrò che l'esistenza di un monopolo magnetico potrebbe spiegare la quantizzazione della carica elettrica. Mostrò anche che, se esiste, tale particella deve trasportare una carica magnetica pari ad un multiplo intero di gD = 68,5 e, nel sistema cgs.Scritto da Alberto Puliafito il 13 Ottobre 2006 alle 9:19
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