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Militanza quotidiana, 26 Aprile 2008

Travaglio, in silenzio

Fatti salvi gli applausi, la gente ieri, in Piazza San Carlo a Torino, ha ascoltato Travaglio in silenzio. E può anche darsi che, tutto sommato, l'abbia capito.

Travaglio, lui, parlava senza gridare e senza lasciarsi trasportare dalla nuova grillesca ossessione che la rete li travolgerà tutti: qualche giorno fa, all'università di Torino, l'ha detto, a chi ha fatto la fatidica domanda come informarsi, che ormai in rete è sempre più complesso distinguere l'informazione dal rumore di fondo. Però, qualcosa di buono questa rete ce la porta. E alla fine, qualcosa di buono ci porta anche Beppe Grillo, anche se a me chi grida non piace, anche se mi fa specie che queste anime di piazza San Carlo abbiano bisogno dei predicatori, per muoversi. Tant'è, prendiamo atto: l'italico popolino di pecorelle ha bisogno di cani da pastore che spieghino come stanno le cose.

E così, la rete ci porta, per esempio, migliaia di persone in piazza, in silenzio, a sentire Travaglio, a far star zitti quelli che commentavano, perché agli estremi della piazza non è che si sentisse tanto bene, con tutta quella gente. Eppure, il pensiero chiaro e lucido e razionale di chi ha spiegato, con calma, perché gli ultimi quindici anni di storia italiana sono una vergogna, perché le elezioni non erano né libere né democratiche, perché la Gasparri va abolita, perché l'ordine dei giornalisti non funziona, perché non funzionano i finanziamenti all'editoria in un Paese che non ha un tetto massimo alla raccolta pubblicitaria, perché i giornalisti come il signor Mimmo Lombezzi, che qui, sì, si conosce bene, non vengono fatti lavorare come potrebbero, perché altri giornalisti passano agli onori della cronaca solo quando vengono minacciati di morte, be', quel pensiero è arrivato forte e chiaro anche se non si sentiva bene.

Come arriva forte e chiaro l'intento di nasconderlo, visto che già ora, mentre scrivo, sulle home page dei più importanti quotidiani online Grillo e Travaglio non esistono più.

Bravi, cari giornalisti online (e non). Questa, dunque, è l'informazione, e dunque, forse, chi grida ha ragione. Bravi. Ignorate il fatto che sono state raccolte 450mila firme per referenda in un solo giorno. Non è una notizia. Bravi. Censurate, e fate sì che il popolo bue vada da chi grida. Un bel giorno, qualcuno verrà a chieder conto anche a voi delle vostre responsabilità.

(nota a margine: firmare per i referenda mi è stato impossibile, causa code infinite. Spero di poter rimediare presto. Ho girato qualcosa, e chissà che quel qualcosa non diventi qualcos altro che potrebbe andare a sostituire un caro, vecchio videoblog datato 2006. Intanto, metto online un pezzzo del Marco Travaglio pensiero, che condivido fermamente. Apprezzate. E apprezzate il silenzio, anche).

Scritto da Alberto Puliafito il 26 Aprile 2008 alle 15:35
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