Personale, 26 Giugno 2008
Profezie gusto fragola e limone
Non so se vi sia mai capitato di subire un vaticinio. A me è successo parecchie volte: dicono che sia una questione karmica, anche se ho sempre pensato, detto fra noi, che il karma sia una stronzata.
Si chiamava Vincenzo Tagliasco - docente, fra le altre cose, di Informatica Medica - una delle prime persone che profetizzò a proposito della mia esistenza o del mio futuro. Io ero un ragazzetto pre-rasatura, avevo visto molto meno mondo del poco che ho visto adesso e credevo ciecamente in quella vita nuova a Genova, corso di Ingegneria Biomedica, casa da solo, università e poi lavoro.
Be', sarebbe cambiato tutto: ci sarebbero voluti cinque anni, io non mi sarei laureato - 5 esami, mi mancano, ancora oggi - e la profezia si sarebbe avverata: il professor Tagliasco mi disse, un giorno, durante una lezione lei dovrebbe finirla qui e andare a lavorare in televisione.
Intendiamoci - ci tengo particolarmente -: ero anche uno studente brillante, non arrancavo in ultima fila, non c'erano motivi evidenti perché potesse esser detto qualcosa del genere al sottoscritto.
Vincenzo Tagliasco è morto suicida. La notizia l'ho letta su Repubblica online, qualche tempo fa. Ero a Formia, in trasferta per un programma televisivo di cui sto curando la regia.
Non c'erano motivi evidenti perché il professore si uccidesse, a quanto si dice. Ho avuto alcuni scambi di telefonate con ex colleghi, niente più di qualche parola di circostanza a esprimersi interrogativi destinati a essere irrisolti; non sono stato al funerale anche se avrei voluto: lo stimavo.
Pensavo a Tagliasco mentre mangiavo questo gelato fragola-e-limone, oggi, nell'afa romana, con le tasche piene di biglietti dell'autobus usati e la strada che sembra Beirut dopo i bombardamenti. Gusti e carte e rumori che profumano di Genova e di passato. E poi, rapido quanto lo spike di un collegamento sinaptico, sono tornato a Oualià e ancora sul lago di Atitlan.
Infine, Carver. Che scrive della sua donna mentre si pettina i capelli e la paragona alla battaglia delle Termopili. Mi fermo, perché non riesco a immaginare niente di più bello da dire e da sentirsi dire.
Anche Carver è morto. E in qualche modo, anche a Atitlan e Oualià ho ricevuto un paio di profezie in regalo. Profezie che hanno a che fare, ancora una volta, con il fatto che no, non siamo immortali.
Scritto da Alberto Puliafito il 26 Giugno 2008 alle 1:48ciao alberto, mi capita ogni tanto di leggere il tuo blog ma solo oggi mi sono accorta di questo tuo post sul professor Tagliasco.
Sono sinceramente sbalordita. L'ho avuto come professore nel '99, credo, a Torino, e lo ricordo con la sua tenuta standard: vecchi jeans logori e camicia jeans con due tasche sul davanti strapiene di agendine, bloc notes, penne, fogli di appunti.
Sempre molto interessante, acuto, penetrante, a tratti perfino imbarazzante quando nel mezzo di una spiegazione sui meccanismi di funzionamento della rifrazione ti indicava in mezzo alla platea di studenti e ti chiedeva se quella maglietta l'avevi scelta a caso o c'era un messaggio preciso che con quel particolare viola volevi lanciare.
Non sapevo che si fosse suicidato, e non c'è nulla di particolare che in effetti sia in grado di dire su questa cosa, ma mi è venuta voglia di scriverti questo commento - io che leggo molti blog ma non commento quasi mai.
Ciao, e complimenti per la strada che hai fatto da Torino a Roma
una che è rimasta a Torino
Posted by: valentina on 03.07.08 11:40


