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Personale, 2 Luglio 2008

Il giorno in cui fu chiaro che De Andrè finisce tutto

Non so esattamente quando accadde, nella mia vita. Fu sicuramente a Genova, nei vicoli, probabilmente in Piazza delle Erbe, forse vicino a Porta Soprana, più verosimilmente dentro al Piccolo Mondo di Stavros. Fu lì, sì, ne sono certo, che capii che De Andrè finisce tutto.

E De Andrè ritorna, persino a Roma. Ritorna in una sera a Freni e Frizioni, quando sei stato prima a quel che resta del tuo lavoro, poi a fare un aperitivo lungo con un'amica, poi a cena con altri amici, infine a festeggiare - perché dovevi, perché lui suona il basso nel gruppo in cui suoni tu, col tuo sax e il tuo theremin, e quindi dovevi - il compleanno di un ventenne in mezzo ai ventenni e sei finito a shot di rum e whiskey e vodka, e poi a strimpellar chitarre e scale per il paradiso in Piazza di S.Maria in Trastevere.

Ecco, hai fatto tutto questo, e poi, là, davanti a uno dei locali che fu della Roma Rometta, e ora è frequentato, sì, anzi, frequentatissimo, ma forse un po' in decadenza, trovi altre due chitarre, diverse da quelle di prima, che suonano Faber. Bocca di rosa, e va be', Anime salve, e poi altro, e quanta memoria che non basta ancora per arrivare barcollando alla macchina e sentire il cuore che finisce la sua corsa sulle labbra dell'amata, e il suonatore Jones e colui che rinnega dio e viene punito per le donne e il vino, e rievocare Tito e le passanti e ancora, quanta memoria e non basta ancora.

Finisce tutto, lì. Con le chitarre che ci provano - e ben venga, ché lo si ricordi, lo si tramandi oralmente, Faber -, con l'autoradio che lo suona.

E' il giorno in cui si viaggia in direzione ostinata e contraria. Il giorno in cui fu chiaro - come dieci anni fa, dieci - che De Andrè finisce tutto.

Scritto da Alberto Puliafito il 2 Luglio 2008 alle 3:14
Commenti

Gran bel posto Il piccolo mondo di Stavros :-)

Posted by: TheEgo on 04.07.08 23:07
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