Personale, 30 Luglio 2008
E' umano
Conosco il nome del mio dolore. E' Italia. O forse, più semplicemente, Umanità.
"E' umano". E' umano raccomandare. E' umano approfittarsi degli altri. E' umano approfittare delle proprie condizioni privilegiate da figli di papà. E' umano truffare, fottere, rubare, frodare, fare i furbi, prevaricare, ragionare secondo il crisma del mors tua vita mea, unico vero comandamento. E' umano. E' umano, è così. E' così tipicamente umano, giustificare tutto, dimenticare tutto, pensare che il sistema è così e chissenefrega, non vorrai mica essere tu a cambiarlo, no?
Allora esco di casa, picchio a sangue uno perché ha una faccia che non mi piace, stupro una ragazza perché mi eccita sessualmente e mi sono svegliato con l'erezione mattutina, lei piange ma io ne avevo voglia e la lascio lì a riflettere su questa cosa, poi entro al bar, quello dove faccio colazione di solito, e non la pago perché non ho soldi, anzi li ho ma mi procura fastidio spenderli, e spacco anche la vetrina del bancone perché così è un'installazione artistica: la simmetria non mi è mai piaciuta, e quella vetrina è troppo simmetrica là in mezzo. Lo era.
Esco dal bar mentre quelli strillano, e prendo la macchina. Non la mia, quella di un cliente del bar di cui sopra. Parto, sperono due che non mi danno strada, metto sotto una vecchia che attraversa incautamente, potevo evitarla ma sticazzi, avrei perso tempo per la mia riunione di lavoro.
Ho le mie necessità fisiologiche: le espleto per strada, sotto gli occhi di tutti, perché non ho tempo di cercare un bagno. Poi, ho di nuovo voglia: stupro un'altra ragazza e ammazzo due tizi che volevano intervenire per difenderla. Sono morti, non daranno più fastidio a nessuno.
Arrivo alla riunione. Schiaffeggio il produttore e sfascio uno dei portatili sul tavolo: era un pc, io uso il mac. Mando tutti a fare in culo, ma già che ci sono costringo i miei futuri capi a firmare un contratto a me molto vantaggioso: è una cosa che ottengo facilmente, perché li minaccio con una pistola.
Da dove salta fuori la pistola? L'ho rubata a uno della security delle banche, uno di quegli imbecilli che stanno la fuori e si fumano una sigaretta con l'arma nella fondina dando le spalle al prossimo che può passare di lì e fare i suoi porci comodi con rapidità e relativa tranquillità.
Già che ottengo il contratto, non ammazzo nessuno. Faccio solo esplodere un paio di colpi con la canna della pistola accanto alle orecchie di gente a caso, così, per il gusto di fargli saltare i timpani: l'ho visto fare in un sacco di film
Poi mi sento stanco, torno a casa, mi metto in mutande a fare zapping.
Mi arrestano, cosa auspicabile. E io mi pento.
E dico che è umano, sbagliare. E poi il mio destino varierà a seconda del mio cognome, sono pronto a scommetterci.
Del resto, c'è chi sbaglia usando metodi meno violenti ma altrettanto spregevoli. E spesso nemmeno si pente.
Scritto da Alberto Puliafito il 30 Luglio 2008 alle 20:17

