Attualità, 30 Settembre 2008
Guerre Giuste

Si è tanto indignato, Gasparri, per questa vignetta di Mauro Biani.
Io mi indigno per l'indignazione, ma non mi meraviglio.
E il coro di scuse, spero che si interrompa presto, ché qui non c'è nessuno che debba chiedere scusa.
O meglio, c'è un sacco di gente che dovrebbe chiedere scusa all'Italia, ma questa è un'altra storia, e Mauro c'entra poco o niente.
Se ce ne fosse bisogno, ancora una volta, qui si difende la satira, sempre e comunque.
Scritto da Alberto Puliafito il 30 Settembre 2008 alle 15:16Sarà. Ma per me la satira è Altan. Biani mi sembra il compagno di classe senza volontà nè talento, costretto a fare tre anni in uno per diplomarsi, che scrive "Stronzo chi legge" sotto la finestra del Preside.
Posted by: Casanduoglio on 02.10.08 14:34De gustibis, no?
Posted by: Alberto Puliafito on 03.10.08 14:17No Alberto. Secondo me non è una questione di gusti. La satira per me è "ridendo castigare mores" (Orazio) ovvero castigare i costumi con il riso, magari tagliente, aspro, corrosivo ma sempre riso. Insomma saper cogliere contraddizioni, errori, favoritismi, inadeguatezze, ignoranza, sproporzione ecc. dell'azione politica e metterle alla berlina, disinnescarle, toglierle ogni crisma di autorevolezza. La satira non può e non deve giudicare il merito dell'azione politica, perchè smette di essere satira e diventa politica. Ovviamente può legittimamente diventare politica ma allora deve rispettare un altro insieme di regole usi e costumi. Ecco perchè Forattini è stato condannato su querela di D'Alema per la vignetta sul dossier Mitrokin. Perchè la vignetta non castigava un comportamento contrario alla morale ma si insinuava il sospetto di un illecito, di un reato. Quindi, una vignetta in cui si giustifica la voglia di sparare a un ministro per una riforma (giusta o sbagliata che la si consideri), in un Paese che ha avuto gli ultimi ammazzati pochi anni fa (Biagi e D'Antona), è una roba da poveri di spirito ... da manicheisti beceri, da fricchettoni patetici che non sanno neanche di che cazzo parlano ...
Un saluto.


