Personale, 26 Novembre 2008
Storia di una strada e di un bilancio
E' che una strada che prosegue lenta la notte si porta appresso tutte le conseguenze della sua stessa essenza. E' che una giornata in un mondo finto-vero, dalla plastica al legno, dalla pubblicità alla verità del freddo pungente e della corsa in aeroporto, dai tacchi gonfiabili all'evento che altri chiamerebbero "disegno divino" (brrr) e che per me resta una chiara manifestazione della casualità in tutto il suo splendore, be', quella giornata lì la mattina dopo ti si presenta e dice: oh, facciamo un bilancio?
E tu non hai nessuna voglia di bilanciare un bel niente, soprattutto dopo essere uscito a spostare la macchina perché il meraviglioso parcheggio gratuito sotto casa si è trasformato in un inferno a pagamento dalle regole assurde, hai preso il cappuccino e il cornetto - che qua se chiama così - facendoti trattare male come al solito dalla tua barista preferita, e prendi coscienza del fatto che buondì, la giornata è iniziata e non ci sarà verso di completare quel che andava completato: il sonno tranquillo, con i giusti sogni.
Intorno, accade di tutto. Si muore a scuola, la chiesa dice che Gramsci si convertì in punto di morte, a Bangkok fanno opposizione seriamente mentre noi restiamo pecore inquadrate dai cani da pastore - sia chiaro, non so niente della situazione politica thailandese. Mi piaceva far notare, però, l'italica ignavia -, abbiamo il Piddì e il Piddìelle, c'è la crisi e le tasse, e in tutto questo c'è chi gioca persino il campionato di calcio.
Ce ne sarebbe a sufficienza per chiudere la saracinesca e andare a dormire. Ma c'è un altro mondo intorno, quello più piccolo e privato, che pretende che si facciano cose, si vedano persone, si pronuncino parole.
Io preferisco il silenzio, alle parole. Che messa così sembra una dichiarazione a effetto priva di significato, vista la mia logorrea. Ma c'è chi sa del mio silenzio e di quanto una strada che prosegue lenta la notte si porti appresso la necessità stessa di quest'assenza di parole.
Come? Il bilancio? Mi pare scontato. E' positivo. Come i bilanci di tutte le giornate che ho scelto e che ho lasciato scegliere, che ho vissuto come andavano vissute.
Mentre chiudo questa nota ho un piccolo senso di colpa nei confronti della mia recente presa di posizione a proposito della scrittura quotidiana, che andrebbe canalizzata in altro. Tant'è, dieci minuti strappati anche a quell'altro mi sembrano, oggi, irrinunciabili.
Updated 2 seconds ago
La logorrea afferra a ondate, di solito. Come se ci fosse bisogno di dire qualcosa per restare aggrappati al mondo. Comunque bello lo stream of. Bello anche incapparci per caso.
Posted by: gea on 03.12.08 16:40sono indignata perchè scrivi le note su FB e non qui
Posted by: ivv on 15.12.08 20:52Ciao mi chiamo Andrea e gestisco il blog dituttosututto.blogspot.com. Ti ho trovato tramite google e voglio proporti uno scambio di link con il mio blog in quanto trovo il tuo sito interessante. Se accetti la proposta fammi pure sapere. grazie e buon lavoro.
Posted by: Andrea on 04.01.09 18:59su questo sito manca la voce dell'indignato dal 26 novembre...
Posted by: Ivana on 07.01.09 21:10ti faccio i miei complimenti.... è davvero piacevole il modo in cui scrivi! bravo!
Posted by: halfblood on 18.01.09 16:07

