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Personale, 7 Febbraio 2009

Fare quel che dovrei fare è comunque peggio di fare quel che faccio

11,80 euro per compare una mappa concettuale non mi sembrano troppi.

Anche se il concetto di mappa concettuale sembrerà a qualcuno un'astrazione, una di quelle cose da intellighenzia di sinistra. Questo qualcuno, nel caso, non conosce il sottoscritto. Che magari indossa cappelli, porta sciarpe e parla di Progetti, ma butterebbe una bomba al napalm su qualunque forma vivente di intellighenzia. Se vi sembra una contraddizione in termini, potete smettere di leggere. Se invece condividete il mio odio verso le intellighenzie, comprenderete facilmente perché, se mi capitasse di investire con l'auto qualcuno che, per qualche motivo, dovesse avere la tessera di una qualsiasi intellighenzia - lo so, che non ce l'hanno la tessera. Ma dovrebbero -, farei retromarcia per infierire sul cadavere di quel qualcuno.

Fatto sta che questa mappa concettuale, da questa sera, sarà appesa sotto forma di foglio bianco, su una delle pareti di casa, con quattro pennarelli colorati appoggiati su una delle mensole della libreria accanto alla mappa di cui sopra.

Ho un po' di preoccupazione per il momento in cui ci scriverò sopra le prime quattro parole, che sono quelle che compongono quella roba che ormai si sente anche in giro, camminando per via Vanchiglia, e che risponde al nome di "il-mio-status-su-Facebook". Sarebbe abbastanza ridicolo, non fosse che Facebook rischia di diventare l'equivalente del telefono cellulare. E quindi, fra poco, a pagamento. Probabilmente, sarebbe anche giusto che fosse a pagamento, diciamocela tutta. Almeno la cosa toglierebbe le pigne dal cervello a chi pensa che tutto sia in qualche modo dovuto: eh sì, ve lo dico, quelli che gridano alla censura, che si lamentano della pubblicità, che si cancellano perché oh ci sono i gruppi favorevoli alla pena di morte, be', quelli mi fanno ridere. E' un po' come chi arrivava a insultare nei commenti del blog - quando ancora era quello il mio strumento principale di comunicazione in rete - e si lamentava di "censura" se cancellavo. Chiamasi, invece "regole di casa mia". Sei ospite. Se ti piace bene, se no puoi uscire. Con le tue gambe, oppure in orizzontale, a scelta. Cosa che non è esattamente sinonimo di censura. Ma vai a farlo capire a chi non supererebbe un banalissimo test per il "voto ponderato".

Dicevo, ho un po' di preoccupazione per il fatto che il risultato finale, una volta che il foglio bianco comincerà a trasformarsi in un foglio non bianco, non sia esattamente quello che mi aspetto. Anche se, effettivamente, chi l'ha mai vista una mappa concettuale? Io no. Sarà la prima, e quindi qualsiasi cosa essa sia veramente, andrà bene.

La signora del "Bellearti" di via Vanchiglia avrebbe voluto vendermi di tutto - mi ha offerto pastelli a cera, matite colorate, pennarelli diversi da quelli semplici che volevo io - e poi ha cambiato il prezzo dei 4 pennarelli in offerta a 5,00 euro in 4 pennarelli in offerta a 5,50 euro, dicendo che si era sbagliata.

Non sono riuscito a arrabbiarmi. Ha fatto su e giù per la scaletta così tante volte, per l'età che ha e per l'incapacità che ha di ascoltarti, tutta concentrata com'è a venderti tutta l'oggettistica di bellearti che ha in magazzino - sia chiaro. Non so disegnare, sono negato per qualunque forma di arte pittorica o scultorea et similia, eppure, nonostante ciò, comprerei tutti i colori del mondo in tutte le loro forme, sono fanatico della carta su cui si disegna, mi piacciono le tele e ho un'insana passione per quegli omini snodati di legno che si dovrebbero usare per dipingere figure umane, a quanto mi dicono. E proprio oggi ho scoperto che esiste anche il cavallo snodato. E mi sono chiesto perché non un elefante - ha fatto così tante volte su e giù che questi 50 centesimi in più se li è guadagnati.

70×100 era la dimensione più grande di un foglio acquistabile nel negozio. Ne ho presi due. E anche due matite - alla fine ce l'ha fatta, la signora, a farmi comprare più di quel che volessi - perché mi sono convinto che al limite avrei potuto cancellare. Ma poi non ho comprato la gomma, e sono certo di non avere gomme a casa. Quindi, non userò le matite, oppure non le cancellerò.

Detto ciò, sto finendo un montaggio di un lavoro che ha a che vedere con Terence Hill.

Scritto da Alberto Puliafito il 7 Febbraio 2009 alle 20:39
Commenti

Non ci posso credere. La settimana scorsa ho comprato un cartellone Bristol, e tre pennarelli colorati per fare la mia prima mappa concettuale per il mio Progetto dei non luoghi

Posted by: Ivana on 08.02.09 09:28

Io non so neppure cosa sia una mappa concettuale, e non sono mai entrata in facebook ma mi sono avvicinata al disegno, da eseguire con qualsiasi materiale (dal carboncino alle tempere ad olio) per condividere il gioco con mia figlia di tre anni e ho scoperto l'Arteterapia come forma di comunicazione non verbale, strumento didattico e terapeutico da condividere con i colleghi ed i miei pazienti....da consigliare a tutti! :-)
Ornella

Posted by: Ornella on 09.02.09 14:00

Ho avuto qualche esperienza con l'Arteterapia, Ornella, quindi capisco perfettamente.

Posted by: Alberto Puliafito on 12.02.09 09:26

Bella, vero? Ho da poco frequentato un corso di formazione (degno di questo nome) a Milano, sull'Arteterapia in Cure Palliative, e devo dirti che ho trovato un motivo in più per continuare ad amare ciò che faccio...
Ornella

Posted by: Ornella on 13.02.09 08:43

Bella sì.
Di cosa ti occupi, Ornella?

Posted by: Alberto Puliafito on 14.02.09 14:15

Di Cure Palliative, appunto, sono la coordinatrice del servizio di CP domiciliari della mia città, lo faccio da più di 12 anni, e da oltre 20 lavoro in ospedale e non ho mai smesso di amare la mia professione inoltre mi occupo di formazione, sempre nel mio settore. Se vuoi leggere qualcosa di mio vai nel blog del tuo amico Ste e fammi sapere cosa ne pensi... :-)
Ornella
P.S. quanto hai scritto in questi giorni! più tardi leggo tutto...

Posted by: Ornella on 17.02.09 07:58
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