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Personale, 14 Febbraio 2009

Uomini e donne

C'è questa simbologia, sulle porte dei cessi del Contestaccio, che mi lascia perplesso. A parte il cartello che vieta a due o più persone di entrare contemporaneamente nei bagni, indipendentemente dal sesso (sic) riservando alla direzione il diritto a allontanare i trasgressori, intendo.
Il cartello c'è comunque e banalmente significa: non si tromba nel cesso. E va be', a casa propria ognuno mette le regole che vuole.

Ma la questione è un'altra. Appena varcata la soglia dell'antibagno, vi si presenta la scelta, come in tutti i locali di questo mondo che non abbiano un cesso unisex. Ovvero: c'è una porta per il cesso degli uomini e una per quello delle donne.

Al Contestaccio c'è una porta tappezzata esternamente - e, scoprirete, anche internamente - da immagini di donnine ritagliate e incollate tipo collage di quelli che si fanno alle elementari, avete presente, quando si cerca di seguire i contorni con le forbici con le punte arrotondate che sono una contraddizione in termini resa materiale da qualcuno che ha pensato di provare a evitare ai bambini di cavarsi gli occhi - autonomamente o reciprocamente - con le forbici "da adulti", ma non con quelle immagini lì. E allo stesso modo c'è una porta in cui sono, invece, modelli con gli addominali tartarugati et similia a fare la loro prepotente apparizione.

Ora, sono entrato nella porta in cui ci sono i maschi tartarugati per espletare le mie funzioni escretorie, ché vedendo un uomo uscire da lì ho pensato all'equazione facile e tautologica immagine di uomini = per gli uomini. E alla sua gemella immagini di donne = per le donne. Del resto è così che funziona con i simboli, no?

C'è la donna stilizzata, l'uomo stilizzato e l'equivoco è impossibile. E' la potenza del formalismo simbolico, su cui potremo, ne sono certo, dissertare un'altra volta, anche se il dissertarne un'altra volta va un po' a scapito della chiarezza.

Insomma, posso assicurarvi che da uomo eterosessuale un po' fallofobico essere osservati dalla congrega di maschi in posa che campeggiano sulla parte interna della porta del cesso - sì, anche per i maschi il collage prosegue anche internamente - non è particolarmente piacevole.

E' lì che mi si è aperto lo spiraglio: forse ho sbagliato cesso? Forse avrei dovuto entrare in quello con le donnine?

L'uomo stilizzato che si vede in tutti i cessi normali - quello da Autogrill, per capirci - facilita l'immedesimazione, proprio in quanto simbolo. I Bei Maschi Tartarugati di certo no, almeno non nel caso del sottoscritto, che vanta di certo altre doti - giusto perché chiunque deve avere da qualche parte un po' di positività - ma non l'addominale scolpito.

Allora è questo: passare dal simbolismo alle fotografie-collage elimina automaticamente la possibilità di immedesimarsi e genera l'equivoco.

O forse potrebbe trattarsi di un altro tipo di discriminante basato esclusivamente sul gusto sessuale: ti piacciono le donne? Bene. Allora entra nella porta con le donnine. E viceversa. Il che però significherebbe comunicare le proprie preferenze sessuali con il semplice gesto di imboccare la porta di un cesso. Cosa che però si configurerebbe come una palese violazione della privacy e che evocherebbe troppo facilmente quel sesso nel cesso che il cartello dell'incipit invece nega esplicitamente.

Va bene, è evidente: trattasi di una lunga dissertazione sul nulla, o sull'importanza di comunicare, o sugli uomini e le donne, o sul sesso, mascherata da qualcos'altro. Probabilmente.

C'è un altro cartello, al Contestaccio, che da un po' campeggia in tutti i locali romani. Dopo le ore 2 si vendono solo analcolici.

STACCO SU

Un pranzo. Una delle donne a pranzo - giovane, perdio, giovane - dice qualcosa del tipo: "Il sesso? Ormai è un piacere così lontano". Scritto da Alberto Puliafito il 14 Febbraio 2009 alle 14:12
Commenti

Vita dura per gli artisti...

Posted by: escort on 12.10.09 23:47
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